Nel 1981 alcuni pentiti indicarono nei fratelli Fioravanti e in Alibrandi i possibili assassini.

Cristiano Fioravanti, arrestato per appartenenza ai Nar, ammise di essere stato presente ai fatti armato di una pistola, a suo dire difettosa, fornitagli da Massimo Sparti.

Attribuì ad Alessandro Alibrandi il colpo mortale.

In seguito alla morte di Alibrandi in uno scontro a fuoco con la polizia, il procedimento penale fu archiviato. Fioravanti, che ora vive sotto falso nome coperto dallo Stato, venne condannato a nove mesi e 200 mila lire di multa solo per i reati concernenti le armi.

Paradossalmente, la vicenda giudiziaria si è definitivamente chiusa nel 2001 con l’incriminazione di tre compagni di Walter per falsa testimonianza.