Vittorio Foa – scomparso  a 98 anni –  è stato un politico, giornalista e scrittore italiano, esponente del pensiero di sinistra. È considerato uno dei padri della Repubblica. Ha detto di lui l’ex presidente del consiglio Masimo D’Alema: «un uomo che nel corso della sua vita, pur essendo ormai un pezzo della storia d’Italia, ha tuttavia continuato ad essere un innovatore che ha guardato con simpatia allo sforzo di rinnovamento politico e culturale della sinistra fino all’ultimo. Ci ha incoraggiato ad avere coraggio». E il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano: «è stato senza alcun dubbio una delle figure di maggiore integrità e spessore intellettuale e morale della politica e del sindacalismo italiano del Novecento». A 23 anni entrò nel movimento antifascista Giustizia e libertà, nel 1935 venne arrestato e condannato a 15 anni. Uscì dal carcere solo nel 1943, nel settembre entrò nel Partito d’azione (Pda) e per lo stesso partito fu rappresentante nel Comitato di liberazione nazionale (Cln). Tra i suoi libri, Questo novecento, Un secolo di passione civile. La politica come responsabilità. E Passaggi, del 2000.