Siciliano d’ origine (era nato a Trapani il 6 gennaio 1916), a 18 anni Miceli intraprese la carriera militare: entrò in Accademia uscendone l’ anno dopo sottotenente. La svolta della sua carriera alla fine degli anni Sessanta. L’ esperienza acquisita al Nato Defence College lo porta ad assumere prima il comando del Sios (il servizio segreto dell’ Esercito), poi quello del Sid. E’ il 1970. Miceli tiene le redini dell’ intelligence fino al 1974, in quel quinquennio passato alla storia come il periodo della strategia della tensioneì. Negli anni successivi solo le sue precarie condizioni di salute gli evitano il carcere, quando il giudice padovano Tamburino emette contro di lui un mandato di cattura per la vicenda della Rosa dei Venti. Dopo qualche mese trascorso negli ospedali militari in stato d’ arresto, la magistratura romana, alla quale nel frattempo era passata l’ indagine riunita a quella per il golpe Borghese, lo scagiona dall’ accusa di cospirazione politica e lo rimette in libertà. Lasciato Forte Braschi, Miceli ottiene un successo personale alle politiche del 1976 nelle file del Msi. Dai banchi della Camera si dedica quasi esclusivamente ai problemi delle Forze armate. Nel 1980 il suo nome compare nella lista della P2 di Gelli con il numero 491. Nel 1987 rinuncia alla candidatura parlamentare per motivi di salute.