Nel pomeriggio del 1º aprile 1977 si trovava in servizio di perlustrazione con altri due colleghi nelle campagne di Taurianova, in contrada Razzà; durante il servizio i militari notarono che presso un casolare isolato vi erano delle auto parcheggiate, tra cui quella di un pregiudicato della zona, e decisero di entrarvi, anche in considerazione che in quel periodo erano frequenti i sequestri di persona in Calabria.

Mentre l’Appuntato Condello e il Carabiniere Vincenzo Caruso si stavano avvicinando al casolare, dallo stesso partirono diversi colpi d’arma da fuoco che scatenarono un violento conflitto tra i militari e i malviventi.

Il mortale scontro portò al decesso dei due Carabinieri e dei due ‘ndranghetisti Rocco e Vincenzo Avignone, della ‘ndrina Avignone di Taurianova, mentre il terzo carabiniere, Pasquale Giacoppo, rimase illeso.

Da questo evento, tristemente noto come “la strage di Razzà”, dalla località in cui si trovava il casolare, partirono immediatamente le indagini che accertarono che nella cascina si stava svolgendo una riunione mafiosa per discutere di traffici illeciti e della spartizione di appalti pubblici. Lo sviluppo investigativo portò ad individuare 9 degli 11 partecipanti alla riunione (tanti erano i piatti sulla tavola imbandita) e a varie condanne comminate al termine del processo in corte d’assise a Palmi, il 21 luglio 1981, per oltre 200 anni di carcere.