Finisce la latitanza, cominciata nel 1993, di Francesco Schiavone, 44 anni, uno degli ultimi grandi boss della camorra ancora in circolazione, forse quello che piu’ di ogni altro e’ stato capace di far funzionare il connubio criminalita’ – imprenditoria, mettendo in piedi una organizzazione ricchissima e potentissima non solo nell’area casertana, dove c’e’ Casal di Principe, roccaforte del clan, ma in un vasto territorio che va dal basso Lazio fino ai limiti della provincia napoletana. Schiavone e’ stato preso proprio a Casal di Principe, in un rifugio tipo quelli immaginati dai fumettisti autori di Diabolik, una casa murata all’interno di un’altra casa, con un passaggio segreto nascosto da un blocco di granito che scorreva lungo un binario per consentire l’accesso. Francesco Schiavone si e’ arreso quando ha sentito sbriciolarsi il muro che divideva il suo rifugio dal resto della casa, ed e’ venuto fuori con le figlie Chiara e Angelica in braccio, per avvertire i poliziotti che c’erano le bambine e che quindi lui non avrebbe reagito. La canzone citata di Battisti è Vendo casa, portata al successo dai Dik Dik.