Dopo 43 anni di latitanza viene arrestato il boss Bernardo Provenzano. L’arresto desta grande impressione per le condizioni di miseria apparente in cui viveva: un boss accreditato di un patrimonio minimo di 500 milioni e che stava in una stalla puzzolente, con una branda per dormire e solo le suppellettili necessarie alla sopravvivenza. E’ stato preso inseguendo il sacchetto di biancheria (mutande, magliette, calzini) che la moglie gli aveva lavato e che gli faceva recapitare con almeno dieci staffette, ognuna delle quali seguiva percorsi assai contorti e faticosi, pur di non farsi prendere. La polizia aveva messo un cannocchiale a molti chilometri di distanza e attraverso quello ha visto a un certo punto un braccio che usciva rapido da un battente per afferrare il sacchetto. Immediata consultazione e decisione: il braccio era quello giusto. Provenzano, latitante da 43 anni, ha accolto i suoi poliziotti senza fare resistenza, senza dire una parola, lasciandosi fotografare, sorridendo un poco, mormorando: Dio vi benedica a tutti quanti.