Fa davvero il giro d’Italia la foto del presidente della Regione siciliana, Totò Cuffaro, che dopo la condanna a cinque anni per favoreggiamento, festeggia come se fosse stato assolto, con un vassoio di cannoli in mano. Il motivo del “festeggiamento” era che nella sentenza di favoreggiamento non veniva riconosciuta l’aggravante di aver aiutato Cosa nostra. Scrive Mario Cervi sul Giornale del 21 Gennaio 2008: “Il governatore teneva in mano, porgendolo agli invitati con sguardo malandrino, un vassoio coperto da cannoli di bell’aspetto. Ma non bello quanto l’aspetto di lui, Totò Cuffaro: occhi lucidi di soddisfazione e boccuccia atteggiata a un mezzo sorriso, preludio ai baci che sarebbero stati prontamente elargiti in abbondanza ad estimatori, reggiborse, clienti, parenti”:  Scrive Massimo Lorello sulla Repubblica del 25 Gennaio: “Sabato mattina, li ha visti sul tavolo mentre commentava la sentenza con le tv. Prima di parlare con i giornalisti dei quotidiani, ha preso la guantiera cercando qualcuno dei suoi numerosissimi attendenti, affinché la portasse via. Ma il fotografo Michele Naccari lo ha fulminato con una decina di scatti che presto hanno fatto il giro del mondo”. “Non li stavo offrendo, li stavo ridando indietro, non c’era nulla da festeggiare”, tenterà inultilmente di difendersi lui. Ma questa volta è troppo. E Cuffaro sarà costretto a dimettersi. Poi per lui arriverà la sentenza d’appello e il carcere. Purtroppo, della classe politica siciliana che ha mandato allo sfascio la Regione, è stato, fino ad ora, l’unico a pagare.