Nicola Biondo e Massimo Veneziani hanno scritto Il falsario di Stato. Uno spaccato noir della Roma degli anni di piombo, Roma, Cooper, 2008. Dalla Banda della Magliana al rapimento Moro: Antonio Giuseppe Chichiarelli, detto Tony, è coinvolto a vario titolo praticamente in tutto ciò che accade di criminalmente significativo negli anni settanta e oltre. Oltre agli amici borgatari frequenta la mala nazionale (in particolare la Camorra) e quella straniera del Clan dei Marsigliesi, ma ha contatti anche con la massoneria (ovviamente nella Loggia P2), l’Opus Dei e le grandi case d’asta. Anche per quanto riguarda la politica non si nega a nessuno, le sue conoscenze spaziano liberamente dagli estremisti di destra a quelli di sinistra. Ma di professione sarebbe gallerista, o meglio proprietario della Galleria d’Arte di viale Marconi a Roma. E falsario. Assai abile. Nessuno probabilmente capirà mai chi, e perché, gli abbia commissionato il falso comunicato numero 7 delle Brigate Rosse, in cui veniva annunciata l’avvenuta esecuzione di Aldo Moro. Né chi o perché gli avesse commissionato il pedinamento del giornalista Pecorelli e della sua segretaria, nei giorni immediatamente precedenti all’omicidio. Al contrario non era un mistero che gli piacessero i De Chirico, e che si divertisse a falsificarli (e a rivenderli).