Il 12 dicembre scoppiarono in Italia altre bombe, che non finirono in prima pagina perché non provocarono morti. A proposito, negli anni a venire in Italia ci saranno in totale 378 vittime del terrorismo. Alle 16,55, in via San Basilio, a Roma, in un sottopasso della Banca nazionale del lavoro esplode un ordigno che ferisce 14 persone; alle 17.22 scoppio alla base del pennone all’Altare della Patria in piazza Venezia e ancora alle 17,30 all’ingresso del Museo del Risorgimento: quattro i feriti. E a Milano, poco prima della strage, alle 16.25, un commesso della Banca Commerciale aveva trovato nella sede di piazza della Scala una borsa che conteneva una scatola metallica. Gli artificieri la faranno saltare, cancellando una traccia che avrebbe potuto indirizzare le indagini. E ponendo il primo tassello in un mosaico di orrori, misteri e complotti che ha steso la sua ombra sulla storia nazionale. Sulla vicenda di Pinelli nel 2013 è uscito di Gabriele Fuga ed Enrico Maltini il libro e ‘a finestra c’è la morti. Pinelli: chi c’era quella notte, un verso della canzone Lamento per la morte di Giuseppe Pinelli, scritta nel 1970 dal cantastorie Franco Trincale. Fuga è avvocato penalista che a partire dagli anni settanta ha difeso molti militanti dell’area libertaria ed extraparlamentare, mentre Maltini era un militante del Circolo ponte della Ghisolfa ed è stato uno dei componenti della Crocenera anarchica, organismo di controinformazione e di difesa delle vittime politiche. Va ricordato che fra i fondatori della Crocenera ci fu Giuseppe Pinelli.