bologna_ago80
Il 2 agosto 1980, alle ore 10,25, una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna.

Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d’aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell’azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L’esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario.

Il soffio arroventato prodotto da una miscela di tritolo e T4 tranciò i destini di persone provenienti da 50 città diverse italiane e straniere. Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti. La giustizia ha individuato tre colpevoli, tre giovanissimi neofascisti dell’epoca: Giuseppe Valerio (Giusva) Fioravanti, 22 anni nel 1980, la moglie Francesca Mambro, 21, e Luigi Ciavardini, 17. I tre si dichiarano innocenti: ammettono di aver organizzato e commesso parecchi omicidi ma, insistono, con l’eccidio di Bologna non c’entrano. Nonostante le sentenze passate in giudicato, nel tempo s’è allargata, anche a sinistra, la schiera degli innocentisti. Anche perché i mandanti non sono mai stati individuati, e altre piste (l’incidente, il terrorismo mediorientale, i servizi segreti di altri paesi) sono state ipotizzate. Anche la strage di Bologna è entrata in molti film, libri, canzoni. Il 17 agosto 1980 l‘Espresso uscì con un numero speciale sulla Strage. In copertina figurava un quadro a cui Guttuso dette lo stesso titolo del quadro di Goya Il sonno della ragione genera mostri ed aggiunse la data del 2 agosto 1980.