Silvio Ferrari, 21 anni, figlio di una famiglia agiata, era considerato un esponente di primo piano dell’estrema destra bresciana. Rimase legato ad Ordine nuovo nonostante il suo scioglimento nel 1973. La morte di Ferrari è collegata alla strage di piazza della Loggia, perché fu per l’ennesimo episodio di violenza che il comitato antifascista della città decide di indire la manifestazione del 28 maggio. Ed è collegato perchè la prima inchiesta sulla strage legò i due avvenimenti: la strage venne letta come una vendetta per la morte di Silvio.
Per la morte di Ferrari non è mai stato individuato alcun responsabile, non è mai stato accertato se il ventenne morì per un suo errore o se qualcuno manomise la bomba che trasportava.