Silvia Ruotolo, 39 anni, fu assassinata l’11 giugno del 1997 a Napoli, mentre tornava nella sua casa di salita Arenella, nel quartiere Vomero, dopo essere andata a prendere a scuola il figlio Francesco, di 5 anni. A guardarla dal balcone c’era Alessandra, la figlia di 10 anni. Il commando di camorra che sparò all’impazzata aveva come obiettivo Salvatore Raimondi, affiliato al clan Cimmino, avversario del clan Alfieri. Furono sparati quaranta proiettili che, oltre ad uccidere Salvatore Raimondi e ferire Luigi Filippini, raggiunsero Silvia Ruotolo – che era in strada con il figlio – alla tempia, uccidendola sul colpo. La collaborazione con la polizia di uno dei killer, Rosario Privato, risultò decisiva per l’individuazione del gruppo di fuoco. Rosario Privato fu arrestato il 24 luglio dello stesso anno. L’assassinio di Silvia Ruotolo ebbe grande risalto mediatico e contribuì alla crescita della consapevolezza sulla gravità del fenomeno camorristico. Silvia Ruotolo era cugina di Sandro Ruotolo, giornalista della RAI e del fratello gemello di quest’ultimo Guido Ruotolo giornalista de La Stampa.