L’omicidio viene rivendicato alle 9,30 con una telefonata al Gazzettino: la voce è femminile. Dopo qualche ora l’assassinio viene rivendicato a Savona con un volantino dal sedicente gruppo Nuovi partigiani. Alla sera di quello stesso giorno una telefonata anonima afferma che il volantino è un falso e attribuisce la paternità della strage alle Brigate rosse. In aula di Corte d’Assise di Torino dove si sta svolgendo il processo a carico di esponenti delle Brigate rosse tra cui Curcio, Franceschini e Ferrari, uno degli imputati legge un messaggio di rivendicazione del triplice omicidio. Pochi mesi dopo, il commissario Alfredo Albanese che seguiva le indagini, verrà altrettanto barbaramente ucciso e un anno dopo, anche il direttore del petrolchimico Giuseppe Taliercio dopo un lungo sequestro, sarà assassinato. Si ipotizza che l’omicidio di Sergio Gori fosse un avvertimento per Taliercio.