Ferruzzi, nato da una famiglia di agricoltori, cominciò la sua carriera come aiuto fattore nell’azienda agricola del Marchese Cavalli. Nel ‘57, con la costruzione dei silos portuali, iniziò l’avventura della Cementi Ravenna, divenuta poi Calcestruzzi a cui seguì lo sbarco sul mercato degli Stati Uniti, con il commercio dei cereali. Gli anni ‘60 furono l’epoca d’oro dell’impresa portando la famiglia ravennate tra i grandi gruppi industriali e finanziari italiani. Il 10 dicembre 1979 Serafino Ferruzzi morì in un incidente occorso al suo aereo privato: in fase di atterraggio all’aeroporto di Forlì l’aereo si schiantò contro una villetta allineata con la pista. Con Ferruzzi morirono altre quattro persone: i due piloti, il Com.te Enzo Villani (47) e il copilota Roberto Cases (31) e due degli abitanti nella villetta, Fiorella (21) e suo padre Libero Ricci (52). L’aereo era un Learjet 25 marche I-AIFA, l’acronimo degli eredi Ferruzzi, cioè Arturo, Idina, Franca e Alessandra.Dopo l’improvvisa morte del fondatore, gli eredi affidarono le deleghe operative per tutto il gruppo a Raul Gardini.La salma di Serafino Ferruzzi fu trafugata dalla tomba di famiglia a Ravenna alla fine dell’ ottobre dell’ 87. Il fondatore dell’ omonimo gruppo era morto l’ 11 dicembre ’79 a 71 anni, precipitando con il suo aereo vicino a Forlì. La famiglia in un primo momento non diede molto peso ad una lettera (che conteneva anche foto della macabra operazione), giunta per posta il 30 ottobre e spedita a Ravenna, con cui veniva richiesto un riscatto di 10 miliardi per il recupero dei resti di Serafino Ferruzzi.