Resistente partigiano a 13 anni, comunista iscritto già a 14, diventa direttore del Tg3 nel 1987 dando al telegiornale una impronta inconfondibile, veloce e aggressiva che dà voce alle istanze della sinistra italiana interpretando gli umori di una crescente insofferenza verso la cosiddetta prima Repubblica. Soprannominato per questo, dagli avversari politici, «Telekabul» (dalla capitale dell’Afghanistan occupata dall’Urss negli anni ’70), il Tg3 cresce in spettatori (da poco più di 300 mila ai 3 milioni del ’91) e autorevolezza.  Nel ’92 pubblica con Corradino Mineo il libro Giù le mani dalla Tv (Sperling e Kupfer). Tra le sue esperienze va ricordata nel ’94 la pubblicazione del libro Il compagno scomodo.

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