Da www.repubblica.it: “Era il più bravo a narrare le imprese degli eroi del calcio. Quello in particolare degli anni Sessanta e Settanta, il calcio genuino delle passioni senza violenza, dello sberleffo ironico, dei grandi del pallone, delle «bandiere» da Mazzola a Rivera, a Gigi Riva. Un calcio che, a differenza di ora, più che per immagini era raccontato dalle voci dei cronisti della radio. I primi gol si vedevano in tarda serata e fino ad allora le partite si potevano solo immaginare in base ai racconti dei cronisti della radio di cui Sandro Ciotti era il principe. Ciotti il calcio non solo lo raccontava, prima di tutto lo amava. Era una delle sue grandi passioni, assieme allo scopone e alla musica. Gli piacevano molto anche le donne ma, come un altro romano «doc» come lui, Alberto Sordi, non aveva mai voluto saperne di sposarsi».