Il senatore Roberto Ruffilli era nato a Forlì, nel 1937 e qui assassinato il 16 aprile1988. Insegnava all’Università di Bologna, Storia contemporanea, e Storia delle istituzioni politiche. Tra i suoi testi più importanti vanno ricordati Materiali per la riforma elettorale e Il Cittadino come arbitro. Negli anni ottanta la vita di studioso di Ruffilli si intrecciò con l’impegno diretto nella vita politica. Dapprima entrò a far parte del “gruppo di lavoro” del segretario della Democrazia cristiana, Ciriaco De Mita (come suo consigliere per le riforme istituzionali). Nel 1983 accettò di candidarsi al Senato della Repubblica, dove venne eletto nelle file della DC. Gli assassini vennero individuati e condannati con nove ergastoli. Il suo omicidio fu organizzato, seguendo uno schema militare collaudato dal vertice del Partito comunista combattente, Fabio Ravalli, la moglie Maria Cappello e Antonio De Luca. Stessa condanna e stesso destino per Stefano Minguzzi e Franco Grilli, individuati come gli esecutori materiali del delitto. Sono stati condannati al carcere a vita anche Tiziana Cherubini, Vincenza Vaccaro, Franco Galloni, e Rossella Lupo. Adalberto Baldoni e Sandro Provvisionato nel volume A che punto è la notte? calcolano il tempo trascorso tra l’omicidio di Ruffilli, l’ultimo degli anni di piombo, e l’omicidio di Massimo D’Antona, il 20 Maggio 1999.