Il 23 febbraio 1985 a Palermo Roberto Parisi e Giuseppe Mangano, imprenditore e il suo autista, furono trucidati da un gruppo composto da sei persone in un agguato di stampo mafioso. Da successive dichiarazioni di collaboratori di giustizia risulta che Parisi si sarebbe opposto alle richieste della mafia per alcuni appalti. L’omicidio di Parisi e del suo autista anticipò di soli cinque giorni anche quello di un altro imprenditore, Piero Patti, ucciso per non aver accettato le richieste di estorsione per mezzo miliardo di lire dell’epoca. Nell’agguato rimase gravemente ferita anche la figlia Gaia, di soli nove anni, che Patti stava accompagnando a scuola.