Il primo ottobre del 1977, durante un corteo organizzato da Lotta continua nel centro di Torino, venne assaltato il bar Angelo Azzurro di via Po, ritenuto, ma a torto, un ritrovo di neofascisti. Gruppi di manifestanti, tra i quali alcuni che poi sarebbero entrati in Prima linea e in altre formazioni eversive, incendiarono e distrussero il locale con un fitto lancio di bottiglie molotov. Roberto Crescenzio, uno studente-lavoratore che, impaurito da quanto stava succedendo, si era rifugiato nel bagno del caffè, morì bruciato vivo, dopo due giorni di agonia. Il terribile episodio segnò, in un certo senso, la fine del movimento studentesco e l’ inizio della lunga e tragica stagione del terrorismo. Sulla vicenda c’è un libro del giornalista e scrittore torinese Bruno Babando (Non sei tu l’ Angelo Azzurro, edito da Marco Valerio).