Originario di Terni, Roberto Antiochia, entrato giovanissimo in Polizia, era stato trasferito in Sicilia, dove aveva lavorato prima con Beppe Montana e poi con Ninni Cassarà. Scrive Roberto Rosso su Repubblica dell’8 Agosto 1985: “Domenica 28 luglio. Roberto è in ferie, ad Ostia, quando apprende della morte di Beppe Montana. Non ci pensa due volte, prende l’ aereo che lo riporta in Sicilia: prima ai funerali a Catania, poi a Palermo. Rinuncia alle ferie, torna al fianco dei suoi colleghi, si tuffa nel lavoro investigativo: per scoprire gli assassini di Montana e per proteggere Cassarà. E pur di stargli vicino, Roberto si era arrangiato alla meglio in questi due giorni di soggiorno palermitano. “Dove andrai a dormire stanotte?”, gli chiedeva il vice capo della Mobile. E lui: “Non si preoccupi: un letto lo troverò anche stavolta”. Alle 15 e 20 del 6 Agosto il corpo di Roberto Antiochia era riverso accanto a quello di Ninni Cassarà: con la testa squarciata, e altre due pallottole nelle gambe.