Si svolgono i funerali di Enrico Berlinguer. Vanno in onda in diretta su Raiuno, telecronaca di Bruno Vespa. La bara in legno chiaro, partita dalla sede del Pci in via delle Botteghe Oscure in un furgone dalle pareti di cristallo, arriva alle 16.30 in piazza San Giovanni. Un milione di persone (due milioni secondo il partito) attraversa la città in tre cortei. Ci sono tutte le personalità politiche italiane e circa cinquanta delegazioni straniere (tra cui il premier cinese Ziyang, il numero due dell’Urss, Gorbaciov, eYasser Arafat). Il servizio d’ordine comunista è composto da diecimila militanti. I vigili urbani, in servizio dalle 10 di mattina fino a tarda sera, sono 1.200, molti in servizio volontario. Cinquemila i carabinieri e gli agenti di polizia in servizio d’ordine pubblico con 300 automezzi e due elicotteri che, muniti di telecamere, trasmettono in diretta, alla sala operativa della questura, le immagini dei lunghi cortei e di piazza San Giovanni. Più di cento persone colte da malore: l’operaio romano Renato Frittella, di 47 anni, muore per collasso cardiaco. Negli ospedali di San Giovanni, Santo Spirito, San Giacomo e Fatebenefratelli, ricoverate una trentina di persone. Gli uomini dell’Acea, con 6 autobotti, forniscono centinaia di migliaia di litri di acqua potabile a chi, stremato dal caldo, cerca una fontanella. Il Comune distribuisce latte e yogurt.