Il convoglio imbocca la curva ad una velocità nettamente superiore rispetto a quella consigliata e all’uscita inevitabilmente deraglia. Il bilancio dell’incidente sarà di otto morti e 29 feriti e passerà alla storia come la «strage del Pendolino». Erano le 13,26 del 12 gennaio 1997 e il treno «Botticelli» partito un’ora e mezza prima dalla Centrale di Milano si ritrovò, dopo una curva affrontata a velocità eccessiva, in un accrocchio di lamiere all’imbocco della stazione di Piacenza. A bordo c’erano 167 persone. Il processo, conclusosi nel marzo 2001, ha accertato che la causa del disastro – che tra le vittime, oltre ai due macchinisti, due hostess e due passeggere annoverò anche due agenti di polizia di scorta al senatore Francesco Cossiga, che era seduto in una delle carrozze coinvolte e che uscì illeso assieme alla maggior parte dei passeggeri – fu proprio una velocità non congrua per quel tipo di tracciato.