Il 17 maggio del 1972 il commissario Luigi Calabresi era stato assassinato con tre colpi di pistola. Un anno dopo in questura, in via Fatebenefratelli, viene scoperto un busto per ricordare il suo sacrificio. Alla cerimonia sono presenti il ministro degli Interni, Mariano Rumor, il prefetto Libero Mazza, il sindaco Aldo Aniasi. L’ auto blu del ministro ha lasciato da pochi secondi la questura quando un uomo si fa largo tra la folla che si accalca sul marciapiede. È sui quarant’ anni, alto, con i capelli arruffati. Scaglia una bomba in mezzo alla gente. Pochi secondi e l’ esplosione è devastante. Il panico, il terrore, il sangue, i feriti che restano per terra tra i lamenti, i morti. Il tragico bilancio sarà di quattro morti e 45 feriti. L’ attentatore viene subito individuato e bloccato. Si chiama Gianfranco Bertoli, si professa anarchico e dichiara di aver voluto vendicare Giuseppe Pinelli, l’anarchico morto il 15 dicembre del 1969, pochi giorni dopo la strage di piazza Fontana.