Il 17 dicembre 1973, all’aeroporto di Roma-Fiumicino, si consuma una delle stragi più sanguinose e vigliacche avvenute in Italia, nel secondo dopoguerra. Vengono uccise 32 persone inermi, spietatamente. Le vittime si contano tra i passeggeri dell’aereo, i tecnici adibiti alle mansioni aeroportuali e gli addetti alla sicurezza. Alcuni di loro sono vittime dello scoppio di granate al fosforo, altri restano carbonizzati nell’incendio sviluppatosi all’interno del veicolo della Lufthansa, altri ancora vengono assassinati a sangue freddo (Domenico Ippoliti, tecnico della società Asa, Antonio Zara, giovane finanziere di 20 anni).I nomi degli italiani:  Giuliano De Angelis; la moglie Emma Zanchi; la figlioletta Monica di 9 anni; Raffaele Narciso; Domenico Ippoliti; Antonio Zara. A colmare questo vuoto e cancellare il triste epiteto “dimenticata” dalla strage c’è il libro di Salvatore Lordi e Annalisa Giuseppetti Fiumicino 17 dicembre 1973. La strage di Settembre Nero.. Il governo venne accusato di aver adottato una politica “filo-araba” – sia la corrente di Andreotti che parte del PSI, alleato della DC, avevano orientamento filo-palestinese – di aver sottoscritto un patto segreto con le organizzazioni terroristiche palestinesi.