Pietro Valpreda è stato un anarchico e scrittore italiano, noto per il suo coinvolgimento nel procedimento giudiziario per la Strage di Piazza Fontana, dal quale uscì poi assolto. Fu consegnato alle cronache come «il mostro» di piazza Fontana, solo molti anni più tardi è risultato invece essere l’innocente capro espiatorio della strategia della tensione. Valpreda fu arrestato sulla base della testimonianza di un tassista, che alla polizia disse: «Si è diretto con una borsa verso la Banca dell’Agricoltura, quando è tornato dopo pochi attimi, non aveva più la valigetta…». L’ex ballerino negò sempre ogni coinvolgimento, ma rimase comunque in carcere fino al 1972, quando la pressione dell’opinione pubblica costrinse il governo ad emettere un decreto legge che ridusse i termini della carcerazione preventiva. Grazie alla legge che è ricordata con il suo nome, l’anarchico uscì dal carcere: di sue responsabilità nella strage, oltre alla testimonianza del tassista, non si trovò mai alcuna traccia. Valpreda è citato nel canto La ballata del Pinelli, scritto e cantato da Pino Masi.