Di Revelli, nato a Cuneo nel 1919, Einaudi ha pubblicato nel 2013 Il popolo che manca. Fu scrittore, ufficiale e partigiano italiano. Ufficiale effettivo degli Alpini, durante la seconda guerra mondiale, partecipò alla seconda battaglia difensiva del Don. A partire dal febbraio 1944 prese parte alla Resistenza italiana, guidando le formazioni Giustizia e Libertà nel Cuneese. La canzone Pietà l’è morta, scritta da Nuto Revelli, è stata interpretata tra gli altri dai Modena City Ramblers in Appunti partigiani e dai Gang in La rossa primavera. Il testo citato all’inizio è invece l’incipit della La canzone di Paralup, scritta da Revelli e dagli altri partigiani. Paralup è una borgata del comune di Rittana, tra le valli Stura e Grana, dove operava la banda Italia Libera, che poi dette vita alla Prima e Terza divisione di Giustizia e Libertà. Il testo fu composto collettivamente dai componenti del gruppo mentre abbandonavano la valle (marzo 1944): Quando ero a Paralup / si dormiva sotto i tetti / e senza paglia. / / Si doveva tirare la cinghia / e ti facevano le tagliatelle / con il tritolo. Di Nuto Revelli ricordiamo anche La guerra dei poveri e Il mondo dei vinti, sempre per Einaudi. La frase sui giovani e la libertà è invece tratta dalla lectio magistralis Sull’ignoranza per il conferimento della laurea honoris causa in Scienze dell’Educazione, Università di Torino, 29 ottobre 1999.