Nadia Roccia muore il 14 maggio 1998 a Castelluccio dei Sauri, alle pendici del Subappennino dauno. Inizialmente si pensa a un suicidio per impiccagione, perché gli inquirenti, nel garage dove viene ritrovato il corpo, trovano una lettera nella quale la studentessa dichiara di aver deciso di farla finita perché omosessuale e innamorata di una sua compagna di classe. Nadia chiede scusa a tutti per il suo insano gesto, ma ci tiene a specificare che lascia tutti i suoi soldi alle sue due care amiche. Da lì a poche ore si scoprirà l’agghiacciante verità di questa tragica storia: la studentessa 18enne al quinto anno delle superiori viene uccisa da Anna Maria Botticelli e Maria Filomena Sica, condannate nel 2003 a 25 anni di reclusione, ridotti a 21 grazie al patteggiamento. Non è stato mai chiarito il movente dell’omicidio. Maria Filomena, detta Mariena, sosterrà che è stato il padre in sogno a commissionarle l’omicidio, mentre rimane viva la pista satanica data l’enorme quantità di materiale esoterico trovato nelle stanze delle ragazze.