I due giornalisti avevano scoperto un enorme traffico illegale che vedeva coinvolti molti paesi europei industrializzati fra cui l’Italia e i paesi più poveri del nord Africa secondo il quale venivano scaricate su suolo africano enormi quantità di riufiti tossici, che venivano mischiati al catrame impiegato per la costruzione di strade, in cambio di armi. un’inchiesta dei giornalisti Andrea Palladino e Luciano Scalettari per il Fatto Quotidiano mostra la presenza a Bosaso, in Somalia, di alcuni reparti “informali” della nostra intelligence il 14 marzo del 1994, quando Ilaria Alpi e Miran Hrovatin stavano preparando l’ultima loro inchiesta.

Un messaggio inedito partito dal comando carabinieri presso il Sios della Marina militare di La Spezia definiva i due giornalisti “presenze anomale”, ordinando un “possibile intervento”. I due giornalisti concludono: “L’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin potrebbe dunque nascondere qualcosa che va al di là di ogni ipotesi immaginata fino ad oggi, traffici che hanno visto il coinvolgimento di apparati dello Stato, coperti per diciotto anni, grazie a silenzi e depistaggi”. Nel Dicembre 2013 la Presidenza della Camera avvia la procedura di desecretazione degli atti acquisiti dalle Commissioni parlamentari d’inchiesta sui rifiuti e sul caso Alpi-Hrovatin. Sono più di 600