Ruini entrò in politica molto giovane, occupando diversi ruoli di rilievo nell’amministrazione dello Stato. Durante il fascismo fu costretto ad abbandonare tutte le attività e alla caduta di Mussolini, divenne un promotore del Comitato delle forze antifasciste e del Cln. Dal 1945 fu presidente del Consiglio di Stato. Fu poi eletto deputato all’Assemblea Costituente e divenne anche presidente del Senato.