La fiction Mediaset su Massimo Troisi era pronta ma ma le forti perplessità al progetto dimostrate dalla famiglia dell’attore scomparso hanno avuto la meglio. “Ricomincio da me” è stata stoppata. Il perchè lo ha spiegato a Repubblica Rosaria Troisi: “Abbiamo chiesto noi di visionare la sceneggiatura - ha spiegato la sorella dell’artista – L’abbiamo fatto attraverso mio nipote, che fa l’avvocato. L’abbiamo trovata, per dirla in maniera elegante, non corrispondente. Non ci abbiamo ritrovato Massimo.Per la famiglia è importante che sia ritratto col rispetto che merita. Gli hanno voluto bene in tanti, non vogliamo che venga ‘tradito a vent’anni dalla morte’”.

Massimo Troisi è stato un attore, regista e sceneggiatore italiano, ricordato soprattutto per essere stato l’esponente della nuova comicità napoletana, assieme a Lello Arena ed Enzo Decaro. Fu protagonista di film di grandissimo successo (di cui era anche regista) grazie all’associazione tra l’aspetto comico e quello più sentimentale o riflessivo – come Ricomincio da tre e Scusate il ritardo – e soprattutto di una memorabile collaborazione con Roberto Benigni in Non ci resta che piangere, tutti film che hanno consegnato al linguaggio popolare battute e gag poi diffusissime. Il 4 giugno 1994 Troisi morì nel sonno in casa di amici a Ostia, subito dopo aver concluso le riprese del Postino, per una crisi cardiaca causata da una disfunzione di cui soffriva fin da quando era ragazzo. Al Festival di Roma del 2013 è stato presentato il documentario “Massimo. Il mio cinema secondo me”, scritto da Antonella Coluccia, Pier Francesco Corona, Raffaele Veneruso per la regia di Raffaele Verzillo e prodotto in collaborazione con Rai Cinema, si tratta di un progetto che nasce dal desiderio di rivelare l’idea che Troisi aveva del suo cinema: il suo ruolo, e la sua responsabilità di autore, la sua concezione registica e produttiva. “Morto Troisi non se ne fa un altro” è il verso di una poesia dedicata all’artista da Roberto Benigni.