Il 12 marzo 1983, Mario Mieli si tolse la vita nella sua casa milanese: quel gesto estremo portò a conclusione un’esistenza breve (Mieli aveva solo trent’anni) ma assolutamente singolare. Fu uno dei fondatori del movimento lgbt (lesbico – gay – bisex – trans) italiano, un intellettuale forbito, un artista indomito, perfino un rivoluzionario. Il più storico circolo gaylesbico della Capitale porta il suo nome e la sua tesi di laurea in filosofia morale, pubblicata da Einaudi nel 1977 con il titolo “Elementi di critica omosessuale”, è uno dei testi italiani sull’omosessualità più noti in Italia e all’estero. Mieli era dedito alla coprogafia e al sadomasochismo estremo.