Da La Repubblica del 26 Febbraio 1989: “A Laureana non c’ è pace da qualche anno. Venti omicidi, uno dietro l’altro, gli ultimi cinque tra novembre scorso e questo tragico febbraio. La morte della piccola Marcella, che tra poco avrebbe dovuto compiere 11 anni, è avvenuta mercoledì sera. I sicari volevano eliminare il fratello Alfonso. Hanno bloccato la sua macchina nella zona alta del paese, nei pressi del vecchio macello e hanno sparato. Marcella è stata colpita prima alla nuca; poi il killer ha infierito su di lei con altri sei colpi al volto. (…) Una strage che, stranamente, in Calabria non ha provocato alcuna reazione di sdegno, nonostante una delle vittime sia stata una innocente bambina. Partiti e sindacati hanno taciuto. Non si sono fatte sentire né vedere le donne della neonata associazione delle donne contro la mafia e la violenza di qualsiasi genere. Enti e istituzioni si sono comportati come se nulla fosse accaduto. Eppure una bambina di soli 10 anni, afferma un commerciante del luogo che ha il terrore di essere individuato dopo questa dichiarazione, è stata ammazzata da gente senza cuore, da gente che non sa cosa vuol dire avere un figlio.