Magistrato per decenni attivamente impegnato nella lotta ai sequestri di persona in Sardegna, Lombardini dal 1969 al 1989 istruì quasi cento procedimenti per sequestro di persona, assoldò come emissari per i sequestri ex banditi che in cambio di forti sconti di pena lavoravano per lui. La sua figura ha acquisito una notorietà nazionale in circostanze tragiche l’11 agosto 1998 quando, interrogato dai magistrati di Palermo (tra cui Giancarlo Caselli e Antonio Ingroia) poiché sospettato di estorsione nell’ambito del sequestro della giovane mamma ed imprenditrice Silvia Melis, a seguito del colloquio con i magistrati si tolse la vita, sparandosi nel suo ufficio. Nel 2005, Giancarlo Caselli ritorna sulla vicenda del Giudice Lombardini dedicandogli un passo del suo libro Giudici sotto attacco, edito dalla Melampo.