Quando Gino Ilardo fu ucciso lo Stato perse uno delle voci che potevano servire alla giustizia per vincere la battaglia con la mafia.Il 10 maggio 1996 in Via Quintino Sella a Catania, intorno alle 21, il confidente di Michele Riccio scende dalla sua Mercedes e prima che potesse entrare a casa venne ucciso. Quella voce fu messa a tacere. Un delitto eccellente, il cui eco arrivò fino all’orecchio dei Capi di Cosa Nostra palermitana passando dai vertici della famiglia reggente di Caltanissetta. Un omicidio eccellente perché Luigi Ilardo, detto Gino, era il cugino del boss di Caltanissetta Giuseppe Piddu Madonia ed era colui che aveva messo i Ros sulle tracce del padrino Bernardo Provenzano, senza dimenticare che pochi giorni prima del delitto aveva manifestato l’intenzione di diventare collaboratore di giustizia. Il corsivo è tratto dai verbali di Ilardo.