Nell’immediato dopoguerra, Ludovico Geymonat (1908-1991) e Giulio Preti (1911-1972) figura tra i principali fautori di una filosofia che si propone di svilupparsi in sintonia con il pensiero scientifico. Geymonat si laurea in filosofia nel 1930 e due anni più tardi in matematica. Antifascista, rifiuta l’iscrizione al partito e, negli anni Quaranta, aderisce al Partito comunista italiano (PCI); durante la Seconda guerra mondiale partecipa alla Resistenza, arruolandosi nella brigata Carlo Pisacane. Dopo la Liberazione, intrapresa la carriera accademica, ottiene nel 1949 la cattedra di filosofia teoretica presso l’Università di Cagliari; si trasferisce quindi all’Università di Pavia, e dal 1956 al 1978 terrà la cattedra di filosofia della scienza presso l’Università di Milano. Autore di numerose pubblicazioni e infaticabile promotore di attività culturali, dirigerà la collana Filosofia della scienza presso l’editore Feltrinelli, la collana I classici della scienza della casa editrice UTET e sarà il curatore della fortunata Storia del pensiero filosofico e scientifico in 7 volumi (1970-1976).