Magri aveva 79 anni. Ha avuto una vita intensa, battagliera, ricchissima. Nato nel 1932, era entrato nella Dc e poi nel Pci negli anni cinquanta. Dopo l’insurrezione in Cecoslovacchia, il dissenso con il partito lo spinse, insieme a Rossana Rossanda, Luigi Pintor e altri a fondare la rivista il manifesto. Radiato dal partito, partecipò anche alla trasformazione della rivista in quotidiano nel 1971, ma poi se ne distanziò. Nel 1984 rientrò nel Pci, finché ci fu la scissione e il partito si trasformò in Pds. Aderì quindi a Rifondazione comunista, dove vi rimase fino al 1995, quando la sua corrente passò ai Ds. Si distanziò anche da questa scelta e rimase fuori dal partito. Soffriva di depressione e ha affrontato e pianificato con la massima lucidità il problema della sua fine. Ha avuto una lunga storia d’amore con Luciana Castellina, che per lui lasciò il marito Alfredo Reichlin, e un flirt con la regina dei salotti Marta Marzotto, che di lui dirà in un’intervista: «Un formidabile rivoluzionario da salotto, Magri. Si sentiva in dovere di andare a letto con chiunque. Bello, intelligentissimo e infelice. Forse perché ce l’aveva con il mondo: rimproverava al mondo intero il suo sogno di essere a fianco di Che Guevara. Impossibile fargli capire, per quanto mi riguarda, che non era colpa mia».

I libri di Lucio Magri

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