Il giudice Falcone si riferirà spesso a questo delitto quando invocherà una legge che consenta una protezione efficace dei collaboratori di giustizia e dei loro familiari. A cadere sotto i colpi dei killer sono state Leonarda Costantino, 65 anni, e Vincenza Marino Mannoia, 25 anni, rispettivamente madre e sorella dei due boss, e Lucia Costantino, sorella di Leonarda. Le tre donne sono state sorprese dentro l’auto, una Citroenn Ax bianca, di proprietà di Vincenza Marino Mannoia. I killer le hanno probabilmente attirate in un tranello, forse un appuntamento concordato precedentemente. Vincenza Marino Mannoia, alla guida, ha avuto solo il tempo di posteggiare l’auto, spegnere le luci, quando la prima scarica di lupara è partita dalla parte posteriore della macchina devastando il lunotto termico ed uccidendo sul colpo Lucia Costantino, che aveva preso posto nel sedile posteriore della Citroen. Qualche settimana prima era stato ucciso anche il fratello, Agostino. Francesco Marino Mannoia è libero dal 2010. Era soprannominato negli ambienti mafiosi “Mozzarella” per la sua passione per i latticini, ed è stato un testimone chiave in molti processi di mafia in Italia e negli Usa.

Prima di allora solo in un’ altra occasione la mafia aveva infranto la regola ferrea di “non pigliarsela con le donne”. Due anni prima, nell’ agosto ‘ 87, in provincia di Catania era stata ammazzata a colpi di lupara Lucia Anastasi, moglie del boss di Paterno’ Giuseppe Alleruzzo, che da poco aveva incominciato a collaborare con i magistrati.