E’ Fabio Savi, uno dei tre fratelli condannati per la strage della Uno Bianca , a parlare di «scherzo» davanti alla telecamera di Franca Leosini per Rai tre nel corso di Storie Maledette: «Leggiamo gli articoli che parlano di queste cose e iniziamo a parlarne per scherzo. Poi lo scherzo va avanti e ci siamo ritrovati a progettare una rapina». Comincia così la carriera criminale dei fratelli Savi, che culmina nella strage del Pilastro. Alla fine degli anni ‘ 80, Emilia Romagna e Marche vengono insanguinate darapine e omicidi. Sul terreno rimangono ventiquattro morti. Inizialmente gli inquirenti puntano su una pista mafiosa, ma la svolta arriva con l’ arresto di cinque agenti di polizia, tra i quali due dei tre fratelli Savi, poi condannati all’ ergastolo. LA BANDA: Roberto Savi, 42 anni, padre di famiglia, assistente capo delle volanti di Bologna, è la mente della banda. Fabio, 36 anni, camionista, è l’ unico non poliziotto. Alberto, 31 anni, sposato e padre, fa l’ agente a Rimini. Con loro, altri tre poliziotti, Pietro Gugliotta, 36 anni, Marino Occhipinti, 31, Luca Vallicelli. I numeri: 24 morti, 102 feriti, 103 azioni criminali.