La guerra di mafia delle ‘ndrine scoppia per i corposi interessi economici sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Eliminare “Nano feroce” significa avere mani libere sugli appalti. Capo del governo era Bettino Craxi, che aveva pure annunciato data di inizio e fine dei lavori (1988-1996), il che fu messo nero su bianco nell’85 in una convenzione tra Stato e Società dello Stretto di Messina.

La guerra è raccontata dal pentito Emilio Di Giovine a Ombrettà Ingrascì nel libro “Confessioni di un padre”, con prefazione di Enzo Ciconte, Melampo, 2013. Prima ancora per Mondadori, Antonio Nicaso e Nicola Gratteri hanno scritto “Fratelli di sangue”. I morti accertati sono 700, anche se il numero varia tra i 500 e i 1000.Di tale feroce guerra è stata individuata una data di inizio ben precisa: l’11 ottobre 1985».Quando, alle sette di sera, sulla via Riviera di Villa San Giovanni, esplode una Fiat 500. Vittima designata Antonino Imerti, che invece rimane solo ferito (muoiono le sue guardie del corpo, Spinelli Umberto, Palermo Vincenzo e Palermo Angelo). La vendetta scatta due giorni dopo, con la morte di Paolo De Stefano.