Il piu’ caustico fu, prima di scomparire nel nulla, l’ economista Federico Caffe’ . “Contro l’ imbecillita’ neppure gli de’i la possono spuntare”. Il partito dei sostenitori annoverava tra le sue file non pochi nomi: cultori dell’ ottimismo a buon mercato, come il ministro del Tesoro Giovanni Goria, perfino il presidente dell’ Iri, Romano Prodi, e piu’ tardi Giuliano Amato, relatore di un disegno ad hoc. “Il disegno di legge e’ pronto. Mi piacerebbe che in occasione dell’ introduzione della lira pesante si facessero delle belle monete”, aveva annunciato trionfante Bettino Craxi nel dicembre 1984. De Mita e Spadolini si arrabbiarono. Ma il dibattito prese quota. E duro’ sei anni. Poi nell’ ottobre del 1991 arrivo’ la bocciatura definitiva da parte del Parlamento. Motivo: “E una riforma inutile, costosa e ormai fuori moda con la moneta unica europea alle porte”, sentenziarono in coro i deputati della commissione Finanze: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/10/10/la-camera-affonda-la-lira-pesante.html