Sono decine e decine i casi di vendette trasversali contro familiari di pentiti. A cominciare dal più noto tra i collaboratori di giustizia, Tommaso Buscetta, al quale sono stati uccisi 14 tra figli, nipoti, generi e cognati. Quando si sparge la voce del tradimento di Tommaso Buscetta, il “boss dei due mondi”, le famiglie mafiose cominciano le loro vendette trasversali, nel tentativo di convincerlo a tacere. L’11 settembre del 1982 , scomparvero nel nulla Antonio e Benedetto Buscetta, figli del boss siculo-brasiliano, inghiottiti dalla lupara bianca. Pochi giorni dopo tre killer entrarono nella pizzeria New York Place e uccisero Giuseppe Genova, genero di don Masino, assieme a due cugini. A fine dicembre venne il turno di Vincenzo, fratello di Serafina, e del nipote Benni, uccisi senza pietà nella piccola fabbrica di vetro, dove don Masino aveva lavorato quando era ancora a Palermo.
Circa 25 i parenti e familiari dell’ex boss di Brancaccio Totuccio Contorno ammazzati dalla mafia. In altri casi i familiari dei “collaboranti” si sono salvati la vita mostrando di non condividere la scelta dei congiunti, come fece la moglie di Marco Favaloro, che dopo il pentimento del marito si fece vedere per le strade di Palermo vestita a lutto.