E’ il testo di copertina del primo numero del Radiocorriere, che inizialmente si chiamava “Radio Orario”. Le Teche Rai in occasione dei 90 anni della Radio e dei 60 della Televisione, che si celebrano che si celebrano nel 2014, ha messo sul suo sito disponibili 3450 numeri (riviste fisiche) da gennaio 1925 quando la URI, Unione Radiofonica Italiana, varò il suo house organ dal titolo “Radiorario” fino al 31 dicembre 1995, quando uscì l’ultimo numero cartaceo del Radiocorriere TV di proprietà Rai. Successivamente il giornale fu venduto e ne sono usciti alcuni numeri con altri editori, tutti finiti male, fino a quando nel 2010 la Rai ha ripreso la testata e ne ha fatto un settimanale on line curato dall’ufficio stampa. Il recupero dei 70 anni 1925-1995 è costato due anni di lavoro, fatto tutto internamente, e oggi è un prodotto di 71 GB, 7.459 files, 5.542 cartelle, tutti i numeri usciti nei sette decenni comprendono anche i pochi pubblicati con formati diversi nel periodo della seconda guerra mondiale. Sul sito si legge la storia del Radiocorriere, ci sono dei contributi di Barbara Scaramucci, di Peppino Ortoleva e di Aldo Grasso, ma la cosa più interessante è sfogliare i fascicoli, ordinati per decenni e che partono dalle copertine, o fare ricerche, con o senza i filtri, perché vi si trovano articoli sulla parola “televisione” già negli anni ’20, oppure il ricordo per la morte di Vittorio Veltroni, o articoli di Guido Piovene, Carlo Emilio Gadda, Carlo Bo, Giuseppe Ungaretti, Riccardo Bacchelli e tanti altri importanti protagonisti della letteratura del novecento. Inoltre, ovviamente, si possono fare tutti i rafffronti possibili fra le programmazioni radio e TV, per non parlare del linguaggio degli anni del fascismo e così via.