All’assemblea dei gruppi parlamentari della Dc, Moro si è battuto per costituire una maggioranza programmatica e non politica con dentro i parlamentari Pci. La direzione democristiana ha accettato di associare il Pci a una nuova maggioranza di governo. Il capo del governo, Andreotti, ha aperto la strada alla soluzione della crisi con l’ultimo vertice. Il nuovo governo (mancano ancora le nomine di ministri e sottosegretari) è sostenuto da Psi, Pri, Psdi e Pci. I liberali dichiarano di schierarsi contro. L’Unità: «La crisi che si avvia alla conclusione è stata forse la più complessa e difficile di questi ultimi anni. La più pericolosa, anche; in un Paese che vive da tempo al limite della rottura. O riconoscere l’esistenza di uno stato di emergenza oppure andare all’avventura». In America i commenti non sono molto entusiastici. In prima pagina il Wall Street Journal e il Washington Post scrivono: «Per la prima volta il Pci ha un ruolo ufficiale dopo 31 anni. Anche se sembra che non otterranno ministeri, l’accordo conferisce loro maggior voce. Questo accordo può essere considerato una sconfitta per la politica americana (…)»