Ignazio Salvo fu condannato a sette anni di carcere per associazione mafiosa in primo grado, mentre in appello la condanna venne ridotta a tre anniIl 17 settembre 1992 Ignazio Salvo venne ucciso mentre stava entrando nel cancello della sua abitazione da un gruppo di killer capitanato da Leoluca Bagarella[10]. Ad ordinare la sua morte fu Totò Riina ed il motivo dell’assassinio fu lo stesso di Salvo Lima: Salvo aveva dato garanzia che si sarebbe attivato perché in Cassazione la sentenza del maxiprocesso venisse annullata; inoltre, secondo i collaboratori di giustizia, il delitto venne eseguito anche per lanciare un avvertimento a Giulio Andreotti. Dal 2004, all’interno della chiesa Regina Pacis di Palermo c’è una targa alla memoria di Ignazio Salvo

Chiesta la rimozione, da parte dei fedeli, don Aldo Nuvola, ha precisato:

La vedova di Ignazio Salvo, Giuseppa Puma, è molto attiva in parrocchia, fa parte del gruppo dei Neocatecumenali. Alla chiesa ha fatto tante donazioni. Quando arrivai non sapevo che fosse la moglie dell’ex-esattore. Solo dopo mi fecero notare le vicissitudini dell’uomo. La famiglia – continua il prelato – sostiene che è stato vittima di una persecuzione giudiziaria. Cosa possiamo dire noi? La nostra posizione deve essere sempre equanime e comunque che fastidio può dare quella targhetta, ormai Ignazio Salvo è morto. Comunque, se qualcuno ha espresso disagio, discutiamo insieme su cosa fare”