Pippo Fava nel 1981 venne licenziato dal Giornale del Sud: invece di scoraggiarsi, il giornalista trasformò questo evento della sua vita in un’occasione per realizzare il suo sogno editoriale. Il direttore convoca un gruppo di giovani professionisti e lancia la sua idea innovativa. Elena Brancati, Cettina Centamore, Claudio Fava, Miki Gambino, Giovanni Iozzia, Rosario Lanza, Riccardo Orioles, Nello Pappalardo, Giovanna Quasimodo, Antonio Roccuzzo, Fabio Tracuzzi, Lillo Venezia sono i nomi che comporranno la redazione dei Siciliani. Nessun editore “padrone” alle spalle: diventano soci della cooperativa Radar e partono ispirati dal “maestro” Giuseppe Fava.
E all’improvviso quel gruppo di “carusi” non avrà più la sua guida, perché il 5 gennaio 1984 alle 22 sarà ucciso, morirà in via dello Stadio. I Siciliani continuerà, nonostante tutto, ma qualcosa era cambiato in maniera radicale. Il direttore, l’anima del giornale, non c’era più.
I Siciliani dopo la morte di Pippo Fava – afferma Gambino – diventò un giornale più cupo, ossessivo e arrabbiato. La rabbia nel sapere le cose, nel conoscere il perché di quel delitto ma non vederlo scrivere negli atti giudiziari.»
L’ultimo numero in edicola dei Siciliani è datato agosto 1986, poi nonostante gli sforzi di tutti, la chiusura è stata inevitabile.