Durante un’operazione di setacciamento di un quartiere alla periferia nordorientale della città di Mogadiscio, i soldati italiani vengono circondati da donne e ragazzini che cominciano a prenderli a sassate, per impedir loro di continuare. Il generale Bruno Loi, che partecipa all’operazione, intorno alle 7 dà l’ordine di ritirarsi. Vuole evitare, spiegherà poi, che una sassaiola possa trasformarsi in una battaglia. Non ci riesce. Sono i somali a volere il combattimento. Inizia una vera e propria battaglia con le milizie del generale somalo Aidid. Un razzo colpisce un carro armato, ma per fortuna lo ammacca soltanto. Sotto il tiro dei cecchini cadono invece prima il sergente maggiore Stefano Paolicchi, quindi il paracadutista Pasquale Baccaro, colpito da una granata mentre era a bordo di un blindato e infine il sottotenente Andrea Millevoi. Vengono soccorsi e portati fuori dal luogo della battaglia sui carri blindati. A un chilometro di distanza c’è l’appuntamento con un elicottero, ma per loro la corsa in ospedale sarà purtroppo vana. Li seguono a ruota altri feriti. Sono soldati, sottufficiali, ufficiali di leva e non, perfino un tenente colonnello.