Era l’estate del 1982. Il 18 giugno, a Londra, viene ritrovato impiccato sotto il Blackfriars Bridge, sul Tamigi, il banchiere italiano Calvi, presidente del banco Ambrosiano. È la tragica e misteriosa fine di una vicenda iniziata l’anno prima con l’arresto di Calvi, travolto dal fallimento dell’istituto che guidava e condannato insieme agli altri vertici per il dissesto finanziario dell’istituto stesso. Calvi, in libertà provvisoria, il 10 giugno fugge all’estero. E una settimana dopo si suicida la sua segretaria. Graziella Corrocher, 55 anni, si lancia dal quarto piano dell’edificio dove ha sede il banco Ambrosiano, probabilmente per non aver retto allo choc della situazione che si è venuta a creare nell’istituto. Il giorno dopo, alle 6 del mattino, verrà ritrovato il corpo del banchiere. Una vicenda che ancora oggi rimane piena di punti oscuri e misteriosi. La lettera qui citata è stata trovata da Carlo Calvi nell’archivio paterno, ed è pubblicata nel libro di Ferruccio Pinotti, Poteri forti, Milano 2005.