Il disastro della motonave Elisabetta Montanari fu un incidente sul lavoro, con conseguenze tragiche, che avvenne venerdì 13 marzo 1987, a Ravenna. L’evento fu scatenato da un incendio nella stiva n. 2 di una navegassiera: le esalazioni della combustione causarono la morte per asfissia di 13 operai impegnati nel cantiere dimanutenzione.La vicenda mise in luce la disapplicazione delle più elementari misure di sicurezza sul lavoro, come la disponibilità di estintori e presidi antincendio, la previsione di vie di fuga da seguire in caso di pericolo. Evidenziò anche le durissime condizioni a cui era sottoposta la manodopera impiegata nei cantieri di manutenzione. Emerse, inoltre, il diffuso sistema di caporalato che si muoveva per il reclutamento di manodopera nella realtà industriale della manutenzione navale, attingendo spesso alle fasce marginalizzate e indifese della società, come tossicodipendenti ed extracomunitari. L’inchiesta per l’individuazione delle cause del disastro e delle responsabilità penali furono condotte dal procuratore capo di Ravenna, Aldo Ricciuti, e dal sostituto procuratore Francesco Iacoviello. Le indagini compiute, e il successivo processo, condussero alla condanna a 7 anni e mezzo per l’imprenditore Enzo Arienti della Mecnavi, pena che fu poi ridotta a 4 anni nel 1994. Nel 2013 è uscito per Eianudi Il costo della vita. Storia di una tragedia operaia di Angelo Ferracuti.
Da ricordare che sempre nel 1987, a Maggio, altri quattro operai morirono per l’esplosione di un serbatoio a Genova.

Dal Resto del Carlino