Racconta Pino Aprile in «Il Sud puzza» (Piemme, 2013): «L’8 Marzo del 2012 a morire per neoplasia polmonare fu Peppino Corisi, ex operaio dell’Italsider: era stato lui a fa apporre la lapide della maledizione. Era da alcuni anni in pensione quando nel 2000 scoprì che sul terrazzo della sua palazzina si era accumulata polvere color ruggine. Cominciò a spalarla. Impiegò un mese». Tonio Attino ha raccolto questa e altre testimonianze e «Generazione Ilva». Oggi Taranto è un caso mondiale. Si stima che il costoper spese, curre, ricoveri, pensioni, giornate di lavoro perdute di tutti i malati di Taranto sia di circa 250 milioni di euro l’anno. In tredici anni di gestione Riva, per norme non rispettate, secondo la magistratura, sarebbero morte a Taranto almeno 386 persone, e almeno un migliaio sono finite in ospedale, per malattie terribili, e i bimbi nati malformati, e i non nati, abortiti… Il 26 Settembre 2013, sull’Ilva, la Commissione europea ha avviato la procedura di infrazione contro l’Italia, per violazione delle direttive sulla responsabilità ambientale e mancato adeguamento della legislazione italiana alle direttive europee sulle emissioni industriali. Per le autorità di Bruxelles, l’inquinamento dei Tamburi è riconducibile all’attività dell’acciaieria e l’Italia non ha garantito che l’Ilva di Taranto adottasse le misure correttive necessarie. Altro volume interessante è Generazione Ilva di Tonio Attino, Besa Editrice, 2013.