Taliercio viene rapito il 20 maggio 1981 da alcuni brigatisti, e dopo 46 giorni di prigionia viene fatto trovare privo di vita nelle vicinanze della Montedison, rinchiuso nel bagagliaio di una macchina.L’autopsia stabilì che non si nutriva da cinque giorni; aveva un incisivo spezzato alla radice. Nei 47 giorni di prigionia, a Tarcento, nel Friuli, rinchiuso in una tenda da campo, era stato picchiato, seviziato, come risultò dai processi, perché aveva rifiutato ogni collaborazione richiesta dai brigatisti. Lasciò una moglie e cinque figli. Antonio Savasta, membro delle Brigate Rosse, confesserà di essere stato l’autore dell’omicidio. A rivelare “la forza d’animo intimamente legata ai valori della preghiera” sono stati i brigatisti che con Savasta contribuirono al suo martirio, in una lettera ai familiari del 18 Febbraio 1987. A Taliercio è dedicata anche una puntata della Storia siamo noi, con un documentario realizzato da Davide Di Stadio e Raffaella Cortese: L’alba del giorno 47. Storia di Giuseppe Taliercio. Sempre nel luglio del 1981 l’artificiere di polizia, Luigi Carluccio, muore mentre tenta di disinnescare alcune bombe poste in pieno centro a Como da le “Brigate Operaie per il comunismo”. Le bombe erano state collocate per bloccare la costruzione del nuovo carcere di Bassone, nei pressi di Como. Il 31 Luglio l’appuntato dei carabinieri Santo Lanzafame viene gravemente ferito da un commando di “Barbagia Rossa” a Cagliari. Il carabiniere morirà il 6 agosto a causa delle ferite riportate.
Giuseppe De Luca, un estremista di destra, viene ucciso all’interno della propria abitazione. Rivendicano i Nar.